Sviluppando la prospettiva interna: 20 anni di Convict Criminology

Sviluppando la prospettiva interna nella ricerca-azione: 20 anni di Convict Crimnology
Un numero speciale della rivista “Journal of Prisoners On Prisons”

Elton Kalica

Ci sono molti condannati che, una volta entrati in carcere per scontare una condanna, hanno capito che, anche in posti mostruosi, lo studio e la cultura possono aiutare a conoscere e a scoprire l’umanità che vi si nasconde. Per questo hanno ripreso in mano i libri e portato a termine studi universitari, acquisendo gli strumenti scientifici necessari per condurre in prima persona degli studi etnografici. Sotto il nome della Convict Criminology, dal 1997 questi lavori etnografici assumono un approccio critico verso la letteratura, le politiche e le pratiche esistenti. Si tratta di una corrente che ha prodotto molte ricerche empiriche negli USA, la cui peculiarità è di essere state condotte al interno delle carceri dagli stessi detenuti ex-detenuti che hanno intrapreso il percorso accademico. L’obbiettivo della CC è quello di sviluppare un’agenda di ricerche di criminologia critica svolte in carcere, nonché di lavori accademici di detenuti ed ex-detenuti impegnati nella ricerca come John Irwin, Stephen Richards, Jeffrey Ross, Charles Terry, Daniel Murphy, Charles Lanier e molti altri che hanno insegnato o che insegnano tuttora in corsi universitari statunitensi.
Nel 2012, Sacha Darke e Andy Aresti (University of Westminster) editori del Journal of Prisoners on Prisons (JPP) con Rod Earle (Open University) hanno istituito il primo gruppo CC al di fuori degli Stati Uniti, la British Convict Criminology (BCC). Da circa un anno stanno lavorando con Jeffrey Ian Ross (Università di Baltimora) co-fondatore della CC, Maurício Dieter (Università di São Paulo) e Juan Carlos Oyanedel (Università di Andres Bello) per istituire una CC latinoamericana.
Vista la lunga collaborazione con Thomas Mathiesen e Astrid Renland (Associazione Norvegese per la Riforma Penale), Francesca Vianello e Elton Kalica (Università di Padova), i fondatori della British CC hanno deciso di esplorare le possibilità di sviluppare una CC a livello europeo. Da qui anche l’idea di un numero speciale del JPP  dal titolo “Developing Insider Perspectives in Research Activism: 20 Years of Convict Criminology” (Sviluppando la prospettiva interna nella ricerca-azione: 20 anni di Convict Crimnology).
Questo speciale, che uscirà nel 2018, raccoglierà riflessioni di accademici e di attivisti che hanno sperimentato il carcere in prima persona sui progressi, sulle sfide pratiche ed epistemologiche e sul futuro della CC. Ci sarà spazio anche per trattare altri argomenti legati alla ricerca in carcere, la coproduzione della conoscenza, l’auto-etnografia, la ricerca-azione, il sostegno dello studio universitario per (ex) detenuti e l’internazionalizzazione della Convict Criminology.
Da poco è stata chiusa la deadline per la presentazione degli abstract e mentre il comitato editoriale ora sceglierà le proposte migliori, noi ci auguriamo che questa iniziativa porti anche nel nostro continente una maggiori apertura del carcere verso l’università e un maggior sostegno ai detenuti che vogliono intraprendere gli studi universitari.

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